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STORIA DI ACEA

dalla fondazione ai giorni nostri

 

1909 - 1918: LA NASCITA E L’AVVIO DELL’AEM

 

Il referendum

Il 20 settembre del 1909 (39° anniversario della Breccia di Porta Pia) referendum popolare proposto dal sindaco Ernesto Nathan per calmierare le tariffe e assicurare l’elettrificazione della città: i romani dicono sì alla municipalizzazione del servizio elettrico con 21.119 voti favorevoli (il 98,4 percento dei votanti) e soltanto 329 contrari. E’ l’atto di nascita dell’Aem, l’Azienda elettrica municipale di Roma.

La prima centrale termoelettrica

Il 30 giugno 1912 - un anno e mezzo dopo l’apertura del cantiere - alla presenza del re d’Italia inaugurazione a via Ostiense della centrale San Paolo (in seguito intitolata all’assessore comunale al tecnologico Giovanni Montemartini, il teorico della municipalizzazione): dal primo impianto pubblico romano di produzione elettrica (foto 1) parte l’impulso per accendere nel quartiere Prati le lampade elettriche in sostituzione di 8.500 fanali a gas. Vengono illuminati le rampe di piazza del Popolo, via Ferdinando di Savoia, piazza Margherita, piazza della Libertà, un tratto di via Cicerone, piazza dell’Unità e via Cola di Rienzo sino a piazza del Risorgimento.

L’impegno elettrico per la prima guerra mondiale

Alla fine del 1912 le utenze private servite dall’Aem ammontano a 1.152 e a quasi 22mila al termine del primo anno di guerra. Sempre nel 1915 sono quasi 5mila i fanali elettrici che illuminano le strade di Roma.

Nel 1916 entra in funzione la centrale idroelettrica Alessandro Volta sull’Aniene, a Castel Madama: con la centrale Montemartini concorre a far fronte alle pressanti richieste dell’industria, di quella bellica in particolare.

 

1919 - 1928: LA COSTRUZIONE DI NUOVE CENTRALI

                        E IL CAMBIAMENTO DI DENOMINAZIONE

 

Il contributo aziendale allo sviluppo industriale della città

Terminato il conflitto, viene avviata una serie di iniziative per la ripresa e lo sviluppo industriale della capitale. L’energia elettrica prodotta dall’Aem, della cui commissione amministratrice fa parte dal 1917 lo scienziato Guglielmo Marconi, diventa fattore fondamentale per la modernizzazione della città, in costante espansione urbanistica e demografica. 

Potenziamento e realizzazione degli impianti e incremento dell’illuminazione pubblica

Nel 1922 l’Azienda trasferisce la propria sede centrale da piazza Monte d’Oro a via Milano.

Nel 1923, per la convenienza dei costi della nafta e del carbone, l’Aem procede al potenziamento della centrale termoelettrica Montemartini e nel 1924, per rispondere all’aumento delle richieste di fornitura, stipula una convenzione con la Società romana di elettricità (Sre) per la costituzione di un consorzio. L’obiettivo è quello di costruire nuove centrali idroelettriche e potenziare quelle in funzione.

Nel 1926 a Roma si contano quasi 18mila lampioni e circa 65mila utenze private. Sempre nel 1926 l’Aem assume il nome di Azienda elettrica del governatorato di Roma (Aeg), potenzia la centrale di Castel Madama e un anno dopo, a Mandela, avvia l’esercizio di un’altra centrale idroelettrica, la Galileo Ferraris (foto 2).

 

1929 - 1938: LA CRESCITA DELLA CITTA’ E DELL’AZIENDA, L’ACQUISIZIONE

                        DEL SERVIZIO IDRICO E IL NUOVO CAMBIAMENTO DI NOME

 

Viene potenziata la centrale Montemartini

e si  razionalizza il  servizio di distribuzione

Per far fronte all’impennata dei consumi elettrici, conseguente al continuo e rilevante incremento demografico e edilizio della città, tra il 1931 e il 1933 l’Aeg potenzia la centrale Montemartini (foto 3) con l’aggiunta di due motori gemelli di quelli che, proprio nel 1933, consentono al transatlantico Rex di stabilire il nuovo record di velocità nell’attraversamento dell’oceano Atlantico. Le apparecchiature sono di dimensioni ciclopiche (23 metri la lunghezza di ciascuno dei due motori, 62 tonnellate il loro peso complessivo), cosicché l’Azienda è costretta a rafforzare le strutture di sostegno dei locali dove sono ospitate.

Oltre ad incrementare la produzione, l’Azienda decide di rivisitare il sistema di distribuzione elettrica adeguandolo alle nuove esigenze.

Nel 1937 le utenze private raggiungono quota 128.500 e i lampioni sono più di 34mila.

La gestione degli acquedotti comunali

Il 2 settembre 1937, con effetto però dal 1° gennaio dello stesso anno, il governatorato di Roma affida la gestione degli acquedotti comunali Felice, Paolo, Vergine Antico e Vergine Nuovo all’Azienda elettrica, che assume il nome di Agea (Azienda governatoriale elettricità ed acque). Con la stessa delibera, all’Azienda è affidata anche la costruzione di un nuovo acquedotto sfruttando una portata del rio Peschiera, le cui sorgenti di trovano nel reatino.

Prime prove di illuminazione artistica

Nel 1938 arriva a Roma Adolf Hitler per incontrare il capo del governo italiano, Benito Mussolini. Secondo quanto prescrive la scenografia dell’evento, che non lesina in archi di trionfo posticci e tripodi ardenti, anche di notte le strade percorse dal corteo dell’ospite devono sfavillare di luci. L’incombenza di illuminarle e di sottrarre all’oscurità anche i monumenti che vi si trovano compete ad Agea, che comincia così a fare esperienza nel settore dell’illuminazione artistica.

 

1939 - 1948: LE DISTRUZIONI DELLA GUERRA, IL CAMBIAMENTO

                         DI  DENOMINAZIONE E LA FATICOSA RIPRESA

 

Il danneggiamento degli impianti elettrici

L’8 maggio del 1940 s’inaugura la centrale idroelettrica di Salisano ubicata in una caverna lungo il percorso dell’acquedotto del Peschiera, i cui lavori di costruzione vengono però interrotti per gli eventi bellici. Nel corso della guerra gli impianti di produzione elettrica subiscono ingenti danni (foto 4) a causa dei bombardamenti degli alleati e, soprattutto, dei sabotaggi delle truppe tedesche in fuga. Grazie ad uno stratagemma messo in atto dai dipendenti aziendali, dalle mine dei guastatori tedeschi si salva soltanto la centrale Montemartini che, all’arrivo degli alleati nella capitale (primavera del 1944), è in pratica l’unico impianto elettrico ad alimentare la rete elettrica romana..

La situazione idrica

La guerra fa sentire i suoi effetti anche sul fronte dell’acqua: molte strutture idriche sono colpite dalle bombe e in città l’erogazione del servizio è spesso irregolare. I maggiori disagi si hanno però nel 1944, anche a causa di una siccità senza precedenti.

Al fenomeno climatico si aggiungono le perdite sempre maggiori dei vetusti impianti dell’Acqua Marcia, gestita dalla società privata Società Pia Antica Marcia (Sapam), che serve gran parte dell’utenza romana. La conseguenza inevitabile è la turnazione del servizio per molti mesi, che termina soltanto con il graduale ritorno alla normalità della vita cittadina. 

L’inizio della ricostruzione e la modifica del nome

Dopo la liberazione della città, i tecnici aziendali fanno miracoli nell’opera di riattivazione degli impianti danneggiati, nonostante la modestia delle risorse economico-finaziarie e il difficile reperimento dei pezzi di ricambio. Nella seconda metà del 1945 riescono a far funzionare un gruppo generatore in ciascuno degli impianti danneggiati, cosicché, verso la fine del 1946, l’ex Agea (ora si chiama Acea, Azienda comunale dell’elettricità e delle acque) è in grado di assicurare una certa regolarità di erogazione elettrica, sebbene ad una potenza nettamente minore di quella anteguerra.

 

1949 - 1958: I PIANI AZIENDALI IDRICI ED ELETTRICI PER LA CITTA’

 

Arriva l’acqua del Peschiera

Nel 1949, sia pure con una portata d’acqua inferiore a quella inizialmente prevista, entra in servizio l’acquedotto del Peschiera, la cui fontana mostra viene eretta da Acea a piazzale degli Eroi, nonostante le scarse risorse economiche disponibili per l’opera.

Il piano aziendale per i servizi elettrico ed idrico della capitale

Il 30 marzo del 1953 il Consiglio capitolino approva il piano aziendale di arrivare all’autosufficienza elettrica e di migliorare il sistema idrico cittadino con urgenti e necessarie opere (centrali e ricevitrici elettriche, centri idrici, completamento dell’acquedotto del Peschiera, ricerca di nuove falde acquifere e costruzione di altri acquedotti) da realizzare entro il 1958.

Nel 1954, utilizzando le acque del basso Nera, entra in esercizio la centrale di Orte intitolata a Guglielmo Marconi (foto 5) e nel 1958 quella di Sant’Angelo in Abruzzo. Oltre all’incremento della produzione elettrica, Acea realizza anche un sistema di linee di trasmissione adeguato ai nuovi impianti di generazione entrati in funzione.

Nel settore idrico alla fine del 1958, dopo aver avviato il piano nel quale è contemplata anche la possibilità di prelevare acqua dal lago di Bracciano ad una profondità di 40 metri, Acea è in grado di assicurare alla città 7mila litri/secondo, cui si aggiungono i 4mila litri/secondo forniti dall’acquedotto Marcio. In realtà, la disponibilità garantita dall’Acqua Marcia è minore perché l’antiquato sistema di distribuzione a forfait, che comporta l’utilizzazione di antigienici cassoni, soprattutto di notte fa perdere “per sfioro” più di un terzo dell’acqua immessa in rete.

Il rinnovo dell’illuminazione pubblica

In previsione delle Olimpiadi romane del 1960, Acea modernizza gli impianti di illuminazione pubblica della città, in particolare quelli delle aree interessate dal grande meeting sportivo, e si prepara ad estendere il servizio anche in molte strade delle periferie in continua espansione.

 

1959 - 1968: IL SOGNO DELL’AUTOSUFFICIENZA ELETTRICA SVANISCE,

                        MA SI RAFFORZA LA POSIZIONE NEL SETTORE IDRICO

 

La nazionalizzazione del servizio elettrico

Nel 1962, a seguito della nazionalizzazione del servizio elettrico, Acea deve cedere all’Enel, il nuovo ente di stato creato ad hoc, sia gli impianti nei quali ha partecipazioni con società private sia quelli di comproprietà con l’ex Sre. Privandosi così di gran parte della sua capacità produttiva, è costretta a rinunciare al ruolo di protagonista nel settore della generazione.

Continua l’impegno nell’illuminazione pubblica ed artistica

Nel settore dell’illuminazione della città, Acea però non perde colpi. Installa, infatti, lampioni di modernissima concezione in tutta la zona del Foro Italico e del Villaggio Olimpico, sorto per ospitare gli atleti partecipanti al grande evento sportivo.

I tecnici aziendali mettono a frutto l’esperienza maturata nei lavori per la kermesse olimpica per eseguire brillanti interventi di illuminazione artistica. La Piramide Cestia, il Palazzo della Civiltà del Lavoro all’Eur, la Colonna Traiana, la chiesa dei Santi Apostoli e l’Ara Pacis (foto 6) sono alcuni dei monumenti illuminati nel corso degli anni Sessanta.

L’acquisizione dell’Acqua Marcia e l’unificazione della rete idrica romana

Se nel settore elettrico Acea, che nel 1962 ha trasferito la sua sede principale a piazzale Ostiense, è ridimensionata a semplice azienda distributrice, nel settore idrico si avvia a diventare leader nazionale. Mercoledì 14 ottobre 1964, infatti, il consiglio comunale di Roma, in seguito alla scadenza della concessione alla Sapam, delibera di affidare all’azienda la gestione dell’acquedotto Marcio. Il successivo 7 novembre, con la conferma della deliberazione comunale da parte del Tribunale delle acque, Acea diviene il gestore di tutto il servizio idrico-potabile della capitale.

Con il passaggio del personale e degli impianti dell’Acqua Marcia ad Acea si creano le premesse per unificare e ottimizzare il sistema idrico della città. Allo scopo, l’azienda trasforma e modernizza gli impianti di distribuzione, sostituisce gran parte delle condutture della Sapam e avvia l’installazione dei contatori in luogo dell’antiquato sistema forfetario che prevede l’utilizzazione dei cassoni.

Nel 1966 partono i lavori per il secondo tratto dell’acquedotto del Peschiera in sinistra del Tevere e nel 1968 entra in funzione l’acquedotto Appio Alessandrino alimentato dalle sorgenti di Pantano Borghese e dai pozzi individuati a Tor Angela. In poco tempo, Acea realizza un complesso imponente di opere per poter risolvere definitivamente i problemi idrici della capitale.

 

1969 - 1978: IL RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DI DISTRIBUZIONE ELETTRICA

                        E IL RISANAMENTO IDRICO SANITARIO DELLE BORGATE ROMANE

 

Il miglioramento del servizio all’utenza e gli studi nella cogenerazione

Dal 1969, svanito il sogno dell’autosufficienza produttiva, l’azienda punta a migliorare il servizio elettrico all’utenza razionalizzando e rafforzando il sistema di distribuzione con la costruzione di ricevitrici, centri di trasformazione e l’avvio del telecontrollo della rete

Nel 1976 inizia l’attività il laboratorio fotometrico con il compito di eseguire approfonditi studi sulle lampade, sugli accessori e sui costi dell’illuminazione.

Nel 1977 Acea procede all’installazione di tre turbogas nella centrale Montemartini e, sollecitata dalla crisi energetica che investe non soltanto l’Italia ma tutto il mondo, un anno dopo avvia gli studi per la progettazione di una centrale di cogenerazione. Nel frattempo, ha pure cominciato ad approfondire la possibilità di sfruttare l’energia solare per produrre elettricità.

Aumenta l’impegno nel settore idrico e si bonificano le borgate

Nel 1971 entra in funzione il nuovo acquedotto del Peschiera in sinistra del Tevere e nel 1976 cominciano i lavori per potenziare l’acquedotto Marcio con l’apporto di nuove acque, tra le quali quelle captate dalle sorgenti del Pertuso, distanti circa 30 chilometri da quelle dell’Acqua Marcia.

Il capitolo più qualificante della politica aziendale degli anni Settanta è, però, il risanamento idrosanitario delle borgate romane. Nel settembre del 1976 l’Amministrazione comunale approva il piano Acea di dotare di acqua potabile, fogne e illuminazione stradale 82 borgate romane ancora prive di questi fondamentali servizi. Gli interventi interessano un’area di quasi 6mila ettari, dove vive il 12 percento circa della popolazione romana e dove operano oltre 2mila imprese di vario tipo con più di 25mila addetti. Il piano aziendale prevede complessivamente la posa di 610 chilometri di condotte idriche (foto 7) e 690 chilometri di condotte fognarie e l’installazione di lampade al sodio ad alta pressione, di maggiore resa luminosa e in grado di assicurare risparmi del 20 percento sui costi d’impianto e del 40 percento sui costi d’esercizio.

 

1979 - 1988: L’ACQUISIZIONE DI NUOVE ATTIVITA’

 

La nascita di un grande sistema acquedottistico e l’ingresso nella depurazione

Nel 1979, attraverso una galleria a pelo libero della lunghezza di sette chilometri, vengono captate le acque delle sorgenti delle Capore: nasce il sistema acquedottistico Peschiera - Capore, uno dei più grandi d’Europa e principale alimentatore idrico della capitale.

Nel 1984 si completa la fognatura circumlacuale del lago di Bracciano ed entra in funzione il relativo impianto di depurazione, tutte opere previste per risanare il bacino lacustre destinato ad alimentare il nuovo acquedotto per la città di Roma.

Nel 1985 il comune di Roma conferisce ad Acea la responsabilità del sistema di trattamento delle acque reflue della capitale con l’affidamento di quattro grandi depuratori (Roma Est, Ostia, Roma Nord e Roma Sud) e di una serie di altri piccoli impianti disseminati su tutto il territorio comunale.

Con i depuratori (foto 8), che trattano soltanto il 50 percento dei reflui prodotti a Roma (il resto finisce nei fossi e quindi nel Tevere, inquinandolo gravemente), vengono affidati all’azienda anche i collegamenti con i collettori fognanti. Il sistema fognario, invece, rimane in gestione al Comune. Tutti gli impianti, grandi e piccoli, hanno bisogno di urgenti e radicali interventi di ammodernamento e ampliamento.

L’avvio della centrale di cogenerazione di Tor di Valle e nuovi interventi di illuminazione

Agli inizi degli anni Ottanta Acea investe un’ingente somma nel potenziamento degli impianti di distribuzione elettrica, nella bonifica delle reti e nell’ammodernamento delle cabine di trasformazione.

Interviene anche con continuità nell’illuminazione artistica, in particolare in quella delle aree monumentali: vengono studiati e realizzati nuovi impianti per Porta Tiburtina, Porta Maggiore, Porta Furba, Terme di Caracalla, Pantheon, fontana di piazza della Rotonda, San Giovanni in Laterano. Nell’area di San Pietro in Vaticano, invece, l’intervento aziendale riguarda sia l’illuminazione pubblica sia l’illuminazione artistica e interessa la piazza, le fontane, l’obelisco, il colonnato, via della Conciliazione e le vie circostanti. Nel 1988 l’Azienda riveste di nuove luci il Colosseo e comincia anche a lavorare per illuminare le zone intorno allo Stadio Olimpico in previsione dei campionati  mondiali di calcio del 1990.

L’opera più importante del decennio nel settore elettrico, però, si ha nel 1984 con la costruzione della centrale di cogenerazione di Tor di Valle. L’impianto, il primo del genere ad entrare in funzione nell’Italia centrale e meridionale, oltre all’energia produce acqua calda, destinata al teleriscaldamento domestico del quartiere Torrino Sud, sfruttando l’ottanta percento del processo di combustione.

 

1989 -1998: PRIMA AZIENDA COMUNALE DELL’ENERGIA E DELL’AMBIENTE,

                       POI ANCHE AZIENDA SPECIALE E QUINDI SOCIETA’ PER AZIONI

 

I processi di trasformazione

Nel 1889, in occasione delle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario del referendum costitutivo, Acea cambia la propria denominazione da Azienda comunale dell’elettricità e delle acque ad Azienda comunale dell’energia e dell’ambiente. Con il cambiamento di denominazione e con le opere realizzate e in programma, Acea dimostra di saper recepire tempestivamente le nuove esigenze della collettività sui temi della conservazione del territorio e della tutela delle risorse.

Tre anni dopo il Campidoglio, in forza della legge del 1990 sulle autonomie locali, trasforma Acea da azienda municipale ad azienda speciale. Il nuovo status concede ad Acea maggiore autonomia e quindi più libertà d’azione e la possibilità di operare anche al di fuori dei confini regionali.

A fronte dei nuovi scenari che si aprono nei settori di riferimento (avvio della liberalizzazione del mercato elettrico e di quello idrico), nel marzo del 1997 il Consiglio comunale approva la trasformazione di Acea in Società per azioni e il 28 novembre dello stesso anno il sindaco di Roma annuncia la composizione del consiglio di amministrazione della nuova Spa, che prende il via il 1° gennaio del 1998.

La municipalizzazione dell’illuminazione pubblica, la nuova centrale di Tor di Valle e altri interventi di illuminazione artistica

Nel 1989 il commissario straordinario comunale Angelo Barbato affida ad Acea l’illuminazione pubblica in regime di municipalizzazione (in precedenza il servizio era gestito per conto del comune).

All’inizio del 1990, nell’occasione dei campionati mondiali di calcio, l’azienda prosegue nella sua opera di rinnovamento dell’illuminazione stradale, dal centro alle periferie.

Nel 1996 entra in esercizio la nuova centrale a ciclo combinato di Tor di Valle (foto 9), ubicata nell’area industriale aziendale dove sono già attivi l’omonima centrale di cogenerazione e l’impianto di depurazione Roma Sud.

Nello stesso anno vengono illuminati il tempio di Minerva Medica all’Esquilino, la cupola della chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo a via del Corso, la torre campanaria del Campidoglio e Palazzo Montecitorio.

Nel 1997 altri importanti interventi di illuminazione artistica interessano i 22 monumenti del Foro Romano (21 giugno), l’area archeologica dei Fori Imperiali (19 luglio), la statua equestre del Marc’Aurelio e i Palazzi del Campidoglio (13 dicembre), mentre quello più rilevante del 1998 interessa il Palatino e il Circo Massimo.

Legge Galli e tutela dell’aria

Nel 1993 entra in esercizio il centro idrico dell’Eur e proseguono i lavori di ampliamento e potenziamento del sistema depurativo della città, con evidenti effetti benefici sull’ecosistema del Tevere.

A novembre del 1994 prende il via l’Operazione bollino blu: Acea, dietro incarico del Campidoglio, coordina le officine abilitate a controllare i gas di scarico degli autoveicoli con targa Roma circolanti nel comune capitolino.

Parte anche l’applicazione della fase attuativa della legge Galli nel Lazio: secondo la convenzione firmata a luglio del 1997 da novantaquattro comuni della provincia di Roma, del Viterbese e della Ciociaria, Acea trasformata in Spa sarà il punto di riferimento per la costituzione del futuro soggetto gestore dell’Ambito Territoriale Ottimale 2.

Alla fine del 1997 si completano i lavori dell’acquedotto che porta a Roma le acque del lago di Bracciano.

 

1999 - 2008: L’INIZIO DEL NUOVO CICLO

 

La quotazione in Borsa e il cambio del marchio

Preceduto da un’accattivante campagna pubblicitaria, il 19 luglio del 1999 è il giorno del battesimo in Borsa di Acea Spa.

A fronte dei cambiamenti in atto nei settori di riferimento dell’acqua e dell’energia (liberalizzazione dei rispettivi mercati), la Spa attiva un intenso processo di societarizzazione.

Verso la fine del 2000 Acea modifica il proprio marchio e lancia una campagna pubblicitaria affidata ad una grande agenzia pubblicitaria e ad un fotografo di fama mondiale, Sebastiao Salgado. Lo scopo è la presentazione della la sua nuova immagine di azienda capace di coniugare gli obiettivi di crescita economica con il rispetto dell’uomo e dell’ambiente (wealth economy).

Il consolidamento della leadership nel settore dell’acqua e dell’ambiente

Il 1999 Acea si caratterizza per i lavori pro Giubileo, nei quali è compresa anche l’installazione di nuove fontanelle pubbliche (i nasoni) nelle aree di maggiore frequentazione da parte dei pellegrini.

Nel 2001 come capogruppo di un raggruppamento di imprese, l’azienda si aggiudica in Campania la gestione del servizio idrico integrato dell’Ato3 Sarnese-Vesuviano e, in Toscana, dell’Ato 2 (Pisa) e dell’Ato 6 (Grosseto-Siena). Nel 2002 vince la gara dell’Ato 3 (Firenze) e fa sua anche quella per la gestione dell’Ato 5 Lazio Meridionale - Frosinone.

A luglio dello stesso 2002, l’Amministrazione comunale di Roma affida ad Acea la gestione di tutto il sistema fognario della città.

Sempre nel 2002, ad ottobre, i sindaci di 111 comuni del Lazio affidano all’Azienda romana, attraverso la sua società Ato2, il sistema idrico integrato dell’Ato 2 Lazio Centrale.

Nel 2007 Acea distribuisce la Carta d’identità dell’acqua potabile di Roma per garantirne l’elevato livello di qualità, rilevato e controllato giornalmente dalle numerosissime analisi eseguite dai tecnici aziendali nei sofisticati laboratori del Centro ricerche di Grottarossa, inaugurato a novembre del 1999.

Alla fine del 2008, Acea si conferma primo operatore idrico italiano con una quota servita di cittadini pari al 12 percento della popolazione nazionale.

Il rafforzamento nella produzione di energia e il ruolo primario nella distribuzione

Il 1999 si caratterizza per i lavori sulla rete di distribuzione cittadina in previsione del Giubileo.

Nel 2001 vengono unificate le reti elettriche cittadine grazie al passaggio in Acea della parte Enel della distribuzione elettrica romana.

Con l’obiettivo di meglio posizionarsi nel settore della generazione, trading e vendita di energia elettrica e del gas, a maggio del 2002 Acea firma un’alleanza strategica con la società belga Electrabel - uno dei leader europei dell’energia e del gas - dando vita al Gruppo AceaElectrabel.

I risultati importanti non tardano ad arrivare: operatività delle società nate dalla joint venture, partecipazione in Tirreno Power (la società che ha acquistato dall’Enel la terza Genco), definizione di un piano di potenziamento della produzione e, progressivamente, il conseguimento di diverse altre acquisizioni societarie.

Nel 2004 prende l’avvio “Più energia per Roma”, il piano di investimenti autofinanziato con il quale Acea si pone l’ obiettivo di razionalizzare, modernizzare e potenziare la rete di distribuzione.

Nel 2006, con l’acquisto di Tad Energia Ambiente e dei suoi impianti di smaltimento e termovalorizzazione dei rifiuti in Umbria (Orvieto e Terni) e nel Lazio (Paliano), Acea fa il suo ingresso nel business del Waste to Energy.

Nello stesso anno, con l’acquisizione del controllo della Longano Eolica Spa in Molise e dei suoi impianti (foto 10), Acea comincia il suo impegno nell’eolico che, per il momento, si traduce nella realizzazione di un parco eolico in Campania e nell’avvio di progetti analoghi in Sicilia e ancora in Campania.

Nel 2008 cominciano a prendere il via le installazioni sistematiche di pannelli fotovoltaici e, nella primavera del medesimo anno, viene posato a Roma il milionesimo contatore digitale. La conclusione del piano di sostituzione dei vecchi contatori con i misuratori di ultima generazione, avviato sperimentalmente nel 2004 e operativamente nel 2005, è prevista entro il 2009 con circa due anni di anticipo sui tempi stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Al termine del 2008 Acea può contare su una produzione annua di energia - termoelettrica, idroelettrica, eolica - di circa 4.700 Gigawattora, qualificandosi come il secondo operatore nella distribuzione elettrica.

L’illuminazione della città

Prosegue senza sosta l’impegno di Acea a “dare luce” alla storia e all’arte di Roma e a migliorare l’illuminazione delle strade, dal centro alla periferia.

Nel 1999 vanno ricordate le illuminazioni di Villa Adriana a Tivoli, della Domus Aurea, di Ostia Antica e della basilica di San Pietro (cupola e facciata).

Nel 2000, oltre agli interventi su tutte le aree urbane interessate dal Giubileo, sono da menzionare il completamento dell’illuminazione dell’area archeologica centrale e le nuove luci dei ponti del Tevere e dell’Isola Tiberina.

Nel 2002 vengono rinnovate e modernizzate le illuminazioni del Colosseo e dei Mercati di Traiano.

Nel 2005 parte il programma di rinnovamento della rete di illuminazione pubblica di Roma.

Nel 2007 si portano a termine il restyling del sistema di illuminazione dell’Esquilino, l’ammodernamento delle luci di Sant’Agnese in Agone a piazza Navona e della basilica di Santa Croce in Gerusalemme e il restauro delle lanterne del Colonnato di piazza San Pietro in Vaticano.

Ad ottobre del 2008 viene illuminato l’Acquario Romano a piazza Manfredo Fanti utilizzando per la prima volta la nuova, sofisticata tecnologia a led.

L’attività all’estero

Tra il 1999 e i primi anni del 2000 Acea sviluppa la sua attività nel campo delle gestioni idriche aggiudicandosi gare internazionali nei paesi dell’Est Europa e dell’America Latina. Poi, a seguito della decisione di focalizzarsi sullo sviluppo delle attività in Italia, l’azienda punta a consolidare e valorizzare soltanto gli impegni presi nell’America Centrale e Meridionale (Honduras, Perù, Santo Domingo, Bolivia).

 

(foto e testo da Aceanews, dicembre 2008)